domenica, dicembre 27, 2015

Christmas Time with Paddington

Chi non conosce l'orsetto Paddington? 

Se, come me, amate Londra e la cultura inglese, avrete un peluche, o il libro di Michael Bond, oppure avrete visto il film di King. Paddington è tenero, simpatico e solo, quando arriva a Londra alla ricerca di una nuova vita. 

Lo troviamo alla stazione di Paddington, dove incontra una famiglia inglese che lo salverà da una pericolosa nemica. Paddington porta un cappello rosso e un montgomery, ama la marmellata e, sotto la neve londinese, trova una casa in una via dove sfilano casette dai colori pastello, a Windsor Gardens. 

"Ogni casa dovrebbe avere una giornata dalla marmellata... E un orso."

Una favola di Natale da guardare tutti insieme, sul divano e magari accanto al camino, con una tazza di cioccolata calda e dei biscotti di pastafrolla con la marmellata di arance. Oppure con una torta noci e cacao con crema alla cannella, una delizia provata a Londra e subito adottata (sotto, la ricetta).
Paddington per me è Londra. 

Non solo perché si chiama proprio come la stazione storica che si trova a nord di Hyde Park, tra Edgware e Bayswater. La verità è che anch'io, quando andai in Inghilterra con l'intenzione di restarci, mi sentivo come l'orsetto in cerca di un luogo da chiamare "casa". 
Sono successe tante cose da allora, ho trovato tante case e altrettante ne ho perse, ma Londra rimane la città che mi corrisponde. 
Amo camminare sotto i lampioni, al crepuscolo. I cancelli neri davanti alle case bianche. I giardini privati di Kensington in cui, in primavera, fioriscono i ciliegi. I negozi colorati. Gli autobus a due piani. La passeggiata che da High Street Kensington porta nel cuore delle residenze reali. Le anatre sul Serpentine Lake. I turisti che attraversano il Millenium Bridge. La vista dal Waterloo Bridge. 
I supermercati in pieno centro. I negozi di tè che sembrano musei. La teiera più grande del mondo nascosta in un Twining Shop vicino a Covent Garden. I caffè, vecchi e nuovi. I vasi di fiori appesi lungo la banchina della metropolitana a South Kensington. Le vie a sud del Tower Bridge, che sembrano uscite da un romanzo di Dickens. Il Borough Market con i suoi colori. Le barche ancorate a Saint Katherine's Docks. Il London City Airport, dove, quando atterri, devi attraversare la pista a piedi. Il Big Ben al tramonto. Le nuvole che corrono veloci. Gli ombrelli aperti quando piove.

Perché ognuno ha la sua Londra, e la vive in modo diverso. 

"Non sarò mai come le altre persone, ma va bene così". 

martedì, marzo 10, 2015

(Io e) Sophie sui tetti di Parigi. E tra i caffè



Avevo nostalgia della libreria dietro l'angolo. Ma non leggevo un libro "giusto" da troppo tempo, perciò non potevo tornare. Poi ho trovato questo ed è scattata la magia.
Avete mai guardato il mondo da sopra i tetti?
Dove abito io, devo sempre alzare il naso per vedere un fazzoletto di cielo. Una volta, però, mi è capitato di essere fortunata (di rado, ma accade) e di finire in una mansarda parigina, per due notti, con vista sui tetti. E' stata un'esperienza da romanzo. Nel senso letterale del termine: mi sono seduta sul minuscolo terrazzino di ferro battuto e ho scritto, guardando la luna sopra Parigi e i comignoli in fila davanti ai miei occhi. Qualcuno è arrivato prima di me (questo accade molto più spesso) e ha pubblicato un libro ambientato proprio lì, su quei tetti. Lei si chiama Katherine Rundell, vive a Oxford, fa un dottorato in letteratura inglese e ha creato Sophie, una ragazzina orfana che va in cerca della sua mamma seguendo la melodia di un violoncello. Con l'aiuto di un ragazzino di nome Matteo e altri, imprevedibili alleati, Sophie esplora un mondo nuovo e impara il significato del coraggio, che corrisponde all'amore. 

Rooftoppers (ecco il titolo originale) è una storia che mi ha affascinata perché è tradizionale, ancorata all'immaginario dei libri per ragazzi, eppure ha qualcosa di nuovo. Sophie non è la prima bambina ad amare i comignoli. Lyra, la protagonista della Bussola d'oro di Pullman (che, come l'autrice, è legato a Oxford), gioca sui tetti del Jordan College. È così che funziona, in fondo: si parte da uno spunto classico e poi si prende la propria strada, come se dallo stesso seme crescessero fiori diversi. Non guasta che l'autrice abbia uno stile in grado di dare alla storia una veste poetica, che tende ad avvicinarsi alla fiaba e sottolinea il valore della "stranezza", dell'unicità di cui non dobbiamo mai vergognarci, perché ci rende ciò che siamo.
E il finale ci ricorda qualcosa che gli adulti tendono a dimenticare: "never ignore a possible".

L'immaginario dei libri permette di viaggiare. Forse non siamo a Parigi in questo momento, ma possiamo trovare un angolo di Francia nella nostra città. Seduta a un tavolino in "vetrina" nel quartiere milanese di Brera, immagino di essere nel Marais. Ordino un latte macchiato e pain au chocolat e osservo le due ragazze di fronte a me, con la maglia a righe e gli stivaletti rossi, che parlano in francese. Sono a Parigi. Chi l'ha detto che ciò che immaginiamo non è reale?


Caffè da scoprire a Parigi:








Scegliete il clafoutis e un café au lait, oppure la torta con meringa e limone o, ancora, il crumble ai frutti rossi accompagnato da un tè alla vaniglia.

Caffè da scoprire a Milano:



Ordinate una fetta di cheesecake ai frutti di bosco o di tarte tatin, e provate i biscotti con le gocce di cioccolato accompagnati da un tè Mariage Frères.

domenica, dicembre 07, 2014

Be the Candle (e una cioccolata con le meringhe)



Comfort Books è il mio Shop Around the Corner. 
Ricordate il film con Meg Ryan, You've got Mail? Kathleen Kelly aveva una libreria deliziosa, che conservava i romanzi per bambini dalle copertine rigide e colorate. Poi arrivò la mega libreria Fox e il Negozio dietro l'Angolo fu costretto a chiudere, fagocitato dalle spietate leggi del marketing e dalle abitudini della gente a seguire la massa. 
Ho sempre amato quella storia, e per molte ragioni. Per i meravigliosi scorci di una New York diversa, la New York delle librerie e dei giardini fioriti in primavera. Per le scene calde e accoglienti come l'interno del negozio di Kathleen, o il Caffelatte dove aspetta il suo misterioso corrispondente. Per l'amore che il personaggio di Meg Ryan dimostra nei confronti della letteratura, un amore old style che ormai sta svanendo, sostituito dal "mordi e fuggi" della narrativa contemporanea. Le vecchie storie si leggono con calma, si rileggono, suscitano pensieri e riflessioni. Creano un mondo fantastico in cui è bello camminare e guardarsi intorno con stupore, senza la paura di imbattersi in scene imbarazzanti o disgustose. Quelle storie sono sempre più rare.
Scavalcate le pile dei soliti noti e ignoti, dei fantomatici bestseller usa e getta, dei nuovi autori dell'era digitale, da qualche parte le trovo ancora. Per questo credo che valga la pena di continuare a parlare di bei libri e di belle storie, di come scrivere bene, di come orchestrare mondi. Ma la mega libreria Fox si espande e soffoca i piccoli negozi dietro l'angolo: bisogna guardare oltre quell'angolo, esplorare il mondo.  

Edith Wharton ha scritto: "There are two ways of spreading light: to be the candle or the mirror that reflects it". Si può brillare di luce propria o riflettere quella altrui. Vale nella vita, vale nella scrittura. 

Gli autori che stimo non sono specchi, ma fiamme. E sono sempre più rari.
Sono coloro che aprono una finestra su un altro mondo, che guidano in nuove culture e spingono a riflettere. Delusa dall'offerta delle librerie, sono diventata una speleologa dei libri - sì, proprio così: mi inoltro negli angoli più nascosti, spulcio tra i volumi dimenticati, rileggo testi ingialliti di tanti anni fa, per ritrovare una magia ormai in via di estinzione. Una magia che nasce dalla conoscenza profonda delle emozioni umane, dall'attenzione per il dettaglio, da un pudore che nessuno sembra più apprezzare. Proverò a riproporre dei nomi, mentre lavoro a un nuovo progetto e addolcisco i pomeriggi invernali con una cioccolata calda. Rigorosamente con meringhe e panna montata.